Print the punk: Glitch art nella cultura punk

 Le Origini della Glitch Art

La glitch art ha radici profonde nella sperimentazione con i media elettronici e digitali, a partire dagli anni '60 e '70, quando la tecnologia analogica e i segnali elettronici iniziarono ad essere manipolati per scopi artistici. Uno dei precursori più noti fu Nam June Paik, che utilizzava televisori e apparecchiature video per creare distorsioni visive e sonore. La sua manipolazione intenzionale dei segnali televisivi, e il conseguente "errore" visivo, segnò un importante punto di svolta nel vedere il malfunzionamento tecnico come una forma di espressione creativa. Questo approccio artistico anticipava ciò che oggi conosciamo come glitch art, portando avanti l’idea che i difetti visivi potessero raccontare qualcosa di più profondo sull’interazione tra uomo e macchina.

Negli anni '80, con l'arrivo dei personal computer, la glitch art inizia a evolversi grazie all'accessibilità delle tecnologie digitali. Artisti e sviluppatori cominciarono a utilizzare macchine come il Commodore 64 e i primi sistemi Amiga per alterare file e segnali digitali, spesso generando errori involontari attraverso la manipolazione dei dati. Tra le altre apparecchiature chiave di questo periodo ci sono il Panasonic WJ-AVE5, un mixer video che consentiva di sovrapporre e miscelare sorgenti video in tempo reale, e il Video Toaster, lanciato nel 1987, che ha fornito strumenti per la produzione di effetti speciali e animazioni. Questi dispositivi hanno trasformato gli errori tecnici in opportunità espressive, legittimando la glitch art come una forma d'arte innovativa.

Con il passaggio agli anni '90 e la crescente diffusione di Internet, la glitch art trova una nuova dimensione grazie alla nascita del web e alla cultura open-source, che permetteva agli artisti di condividere software e tecniche per creare glitch. Gli errori digitali causati dalla compressione dei file, dalle trasmissioni difettose, o da bug nei software, divennero non solo tollerati, ma abbracciati come parte integrante del processo creativo. L'accesso a software di editing come Adobe Photoshop, lanciato nel 1988, e successivamente strumenti di manipolazione video come Final Cut Pro e After Effects, permise a un numero sempre maggiore di artisti di sperimentare con i glitch, spesso intenzionalmente corrompendo file per ottenere effetti visivi glitchati.

Negli anni 2000, con l’esplosione dei social media e dei forum online, la glitch art diventa una corrente sempre più visibile. Piattaforme come Tumblr, Reddit, e altri forum dedicati all’arte digitale diventarono spazi fertili per condividere nuove tecniche e ispirazioni. Il glitch, inizialmente considerato un semplice errore tecnico, assume una dimensione culturale e politica. La sua estetica di distorsione e frammentazione riflette l’ansia e il disincanto verso la crescente digitalizzazione e virtualizzazione della vita contemporanea. Software specifici come Audacity (utilizzato per distorcere file visivi attraverso la sua funzione audio) e strumenti di manipolazione visiva come Processing e Blender diventarono strumenti essenziali per gli artisti glitch, che potevano sperimentare in tempo reale con la corruzione di immagini, suoni e video.

Tecniche della Glitch Art

Le tecniche della glitch art sono molteplici e variano dall'analogico al digitale, dal video all’audio. Ogni metodo esprime l’idea di disfunzione in un modo diverso, richiamando la dissonanza tipica della cultura punk. Vediamo alcune delle tecniche principali:

  • Datamoshing: Una delle tecniche più conosciute, consiste nell’alterazione dei dati tra i frame di un video digitale. Invece di una transizione fluida tra una scena e l'altra, il datamoshing fonde pixel e colori in modo imprevedibile, creando una distorsione caotica.
  • Corruzione dei file: Qui, un file immagine o audio viene deliberatamente corrotto, spesso aprendo un file binario con un editor di testo e alterando i dati casualmente. Questo porta a errori visivi o sonori che ricordano il degrado digitale.
  • Circuit bending: Questa tecnica ha radici sia nell'elettronica che nel punk, dove vecchie console di gioco, tastiere o altre apparecchiature elettroniche vengono aperte e modificate per produrre suoni e distorsioni non intenzionali. Il concetto di "bending" richiama l’attitudine anarchica del punk verso la creazione musicale.
  • Compressione digitale: Quando i file vengono compressi (soprattutto JPEG o MP3), si generano artefatti visivi o sonori. Questi difetti vengono utilizzati come elementi estetici, giocando sulla qualità degradata e incompleta dei file digitali. Questo è particolarmente evidente nei poster, copertine di album e materiale promozionale di band hardcore e punk, dove l’imperfezione diventa parte della narrazione visiva.
  • Glitch hardware: Questa è una tecnica che prevede la manipolazione fisica di dispositivi elettronici (televisori, videocamere, lettori VHS) per creare effetti glitch. Gli artisti glitch hardcore spesso usano vecchi hardware per alterare immagini live durante i concerti, creando un effetto visivo che amplifica la sensazione di caos tipica delle performance punk.

La Glitch Art nella Scena Punk

L'uso della tecnologia per creare caos visivo è parallelo all'uso della musica per creare caos sonoro.

Negli anni, la glitch art ha trovato la sua strada nei visual di band come i Black Midi, grazie al lavoro di David Rudnick, che con le sue copertine sperimentali e le grafiche dal sapore glitch ha portato una nuova ondata di visual disturbanti e tecnologicamente imperfetti.

Band come i Nine Inch Nails (anche se più legati all'industrial) hanno adottato l'estetica glitch per i loro visual, grazie al lavoro di artisti come Rob Sheridan, che ha progettato molte delle loro grafiche, integrando il glitch in visual video live e promozionali.

Per band come i FIDLAR e i Wavves, che uniscono il punk a suoni più garage e surf, l'estetica glitch nei loro visual rappresenta un modo per distaccarsi dall'estetica tradizionale e riflettere una certa sensazione di "rottura”.

Oltre a Rob Sheridan e David Rudnick, altri artisti come Geoffrey Lillemon hanno esplorato le distorsioni glitch in contesti musicali. Lillemon, con il suo approccio surreale e visivamente disturbante, ha creato un impatto significativo nel mondo della musica sperimentale, sebbene non legato strettamente al punk. Il suo lavoro, mescola elementi di glitch e animazione digitale, richiamando un’estetica alienante e caotica.

Movimenti Affini

La glitch art, per quanto unica nella sua espressione, non esiste in un vuoto; è parte di una rete più ampia di movimenti che si sono sviluppati in parallelo e che condividono la stessa sensibilità verso il disordine, il fallimento e la sfida ai paradigmi estetici tradizionali. Uno dei movimenti più vicini alla glitch art è il già citato net.art, emerso negli anni '90, che esplorava le possibilità creative e politiche di Internet. Gli artisti net.art creavano opere che spesso esageravano gli errori e i limiti della rete, esprimendo un disincanto verso la promessa utopica del cyberspazio come luogo di comunicazione perfetta. Gli artisti net.art usavano l’errore come strumento critico, facendo eco al rifiuto punk delle norme culturali mainstream.

Un altro movimento affine è il postdigital, una corrente artistica che esplora la condizione dell’arte e della cultura in un’epoca in cui le tecnologie digitali non sono più novità, ma una parte essenziale e integrata della vita quotidiana. Gli artisti postdigitali, come quelli della glitch art, mettono in discussione l’infallibilità della tecnologia e si concentrano su temi di imperfezione, degrado e obsolescenza digitale. In questo senso, la glitch art può essere vista come una delle espressioni più radicali del postdigitalismo, poiché abbraccia completamente il fallimento delle tecnologie digitali come base creativa.

Il movimento del VJing, nato negli anni '80 nei club e nelle scene rave, consiste nell’esecuzione live di visual sincronizzati con la musica, utilizzando una combinazione di immagini in movimento, effetti visivi e distorsioni elettroniche. Molti VJ utilizzavano effetti glitch, come distorsioni di segnale video e manipolazione analogica di vecchi televisori, per creare performance visive che riflettevano l’energia caotica e improvvisata della musica elettronica e punk. Con il tempo, queste pratiche si sono estese anche ai concerti di band punk e hardcore, dove i visual glitchati amplificano il senso di disordine e anarchia tipici delle performance live.

Infine, il movimento Zalgo Text, una tecnica digitale che modifica il testo in modo da renderlo distorto e quasi illeggibile, è un ulteriore esempio di come l'errore e la distorsione siano diventati temi centrali nell’arte digitale. Nato come fenomeno virale su Internet, lo Zalgo Text è diventato un'estetica a sé stante, connessa alla glitch art per la sua capacità di trasmettere un senso di disorientamento e inquietudine attraverso l’uso intenzionale di "glitch" testuali.

 


La glitch art rappresenta perfettamente la sovversione e l'errore come strumenti creativi, elementi cardine sia nell'arte che nella musica punk. Dalle distorsioni grafiche ai malfunzionamenti elettronici.

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