Vi ricordate la storia di Superman?
Impiegato quando aveva gli occhiali e supereroe quando li toglieva. All’epoca
avranno chiaramente preso ispirazione dalla storia di Philip Munnoch aka
Captain zip, impiegato di giorno e personaggio chiave della scena punk di
notte.
Sveglia alle 7, colazione,
doccia, camicia, cravatta e poi fuori per andare a lavorare come impiegato in
una fredda Londra degli anni 70. Tutto ok fino a quando non scattano le 18,
Philip esce da lavoro e sostituisce i mocassini con delle dr. Martens e la
camicia con dei grossi giubbotti borchiati. Insomma, per farla breve questo
tipo aveva un alter ego notturno chiamato Captain Zip, il soprannome se non si
fosse capito era dovuto alla quantità spropositata di zip presenti sui suoi
vestiti.
L’alter ego di Philip nacque nel
1978 quando iniziò a riprendere (forse per gioco, forse per trovare un modo di
farsi amiche quelle persone) i concerti punk più fighi che giravano per Londra.
Poi in qualche modo entrò nel giro e con la sua super 8 mm iniziò a documentare
qualsiasi cosa facessero i punkers londinesi. Un archivio con persone dalle
creste abbastanza evidenti che vanno al supermercato, che fumano, bevono o
semplicemente cazzeggiano.
Passa qualche mese e, fortunatamente,
Philip decide di montare insieme un po' del materiale girato in quei mesi, così
nacquero i cortometraggi “Death is their destiny” (1978), “Don’t dream it- See
it” (1978), “We’re no angels” (1979), Squatparty (1981), Citizens Banned
(1981).
Soli 4 anni di vera e propria
filmografia che elevano Philip Munnoch a documentarista e regista del movimento
punk inglese tanto che nei suoi girati appaiono personaggi chiave quali Ari Up
delle The Slits e Vivienne Westwood.
Insomma, può sembrare privo di
significato ma è grazie a questo supereroe del punk se oggi abbiamo delle
testimonianze visive di quello che realmente fu il punk a Londra quando tutto
iniziò.
Chissà se i suoi colleghi
conoscevano questo suo lato…

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