Siamo passati all'hyperlocal club e ora vogliamo andare in Indonesia. Reportage

Spinti dall'entusiasmo di creativi e innovatori, ci ritroviamo alla Triennale di Milano per l'Hyperlocal Club del 25 giugno. Nonostante qualche pozzanghera lasciata dalla pioggia, il giardino della Triennale accoglie tutti con il suo fascino inimitabile. 

L'atmosfera è subito elettrica: Paola Antonelli del MoMA e Stefano Boeri, architetto e presidente della Triennale, si mescolano con giovani designer e artisti emergenti. L'energia è palpabile e ogni angolo respira creatività.

L'evento decolla con talk e conferenze che esplorano come le realtà locali possano influenzare la creatività globale. C'è un chiacchiericcio continuo e un mare di idee che si scambiano sotto gli occhi attenti di tutti.  Le discussioni si concentrano su come valorizzare le risorse e le tradizioni locali in un mondo globalizzato, un tema caldo che risuona tra i presenti. Per la precisione, hyperlocal punta l’occhio su Bandung, Indonesia. Le esposizioni sono un vero spettacolo: installazioni, sculture e oggetti di design che raccontano storie di iperlocalità. Materiali locali e tecniche tradizionali si fondono in opere d'arte che catturano lo sguardo e la mente. Ogni pezzo è una scoperta, un viaggio nel cuore delle comunità locali.

Nel frattempo, tra una chiacchiera e l'altra, si respira aria di cambiamento. Il concetto di "iperlocalità" prende forma concreta nelle discussioni e nei progetti presentati. Si parla di come le comunità possano rimanere connesse e autosufficienti sfruttando le risorse locali e valorizzando le proprie identità culturali. L'arte e il design si rivelano strumenti potenti per rafforzare queste connessioni. La giornata si conclude con una nota di freschezza e innovazione. L'Hyperlocal Club ha saputo unire tradizione e modernità, locale e globale, creando uno spazio di dialogo e collaborazione senza precedenti. Tra i live abbiamo notato l’onirico set di Tarawangsawelas, duo di Bandung che cerca di riadattare in chiave moderna il Tarawangsa, la musica sacra della Giava occidentale. E poi il tempo si è fermato quando vediamo salire sul palco questi signori con delle creste non indifferenti, beh, loro sono i Turtles Jr mi dicono. Storica punk band di Bandung, che ha ottenuto un discreto successo nel tempo diventando uno dei simboli della scena underground di Bandung. In un mondo sempre più connesso, l'evento ha dimostrato quanto sia importante guardare alle radici locali per trovare soluzioni creative e sostenibili. E mentre ci allontaniamo dalla Triennale, il pensiero è uno solo: non vediamo l'ora di scoprire dove ci porterà la prossima ondata di iperlocalità.


Articolo a cura di Luca Bionda

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