Come la stampa xerox ha rivoluzionato il punk. Print the punk

 Nel panorama della cultura punk e hardcore, l'estetica e la produzione visiva hanno sempre giocato un ruolo fondamentale. La stampa Xerox, con la sua caratteristica estetica grintosa e DIY (do it yourself), si è affermata come uno dei metodi di stampa più iconici e rappresentativi di questo movimento.

La stampa Xerox, nota anche come fotocopia, prende il nome dalla compagnia statunitense Xerox Corporation, che sviluppò il primo fotocopiatore commerciale negli anni '60. Tuttavia, fu negli anni '70 e '80 che la tecnologia Xerox divenne ampiamente accessibile al pubblico, trovando un terreno fertile nella cultura punk emergente.

Il punk rock, nato come risposta all'eccessivo commercialismo e all'autoindulgenza della musica rock mainstream, trovò nella stampa Xerox un mezzo ideale per esprimere la sua estetica DIY. Fanzine, poster di concerti, volantini e copertine di cassette erano spesso prodotti in modo economico e rapido grazie alle fotocopiatrici, che permettevano di riprodurre immagini e testi con un alto contrasto e una qualità "cruda" che rifletteva perfettamente l'energia del movimento.

Tra i tanti nomi citiamo Raymon Pettibon, fratello di Greg Ginn (Black flag, SST records), che negli anni '70 e '80, iniziò a creare volantini, poster e copertine di album per Black Flag e altre band della scena punk californiana. I suoi disegni, caratterizzati da linee nette e figure spesso inquietanti o provocatorie, erano perfetti per la stampa Xerox, che ne esaltava il contrasto e la crudezza.


La resa della xerografia è unica: le immagini sono spesso caratterizzate da un contrasto elevato, dettagli granulosi e una certa imperfezione che conferisce un senso di autenticità e immediatezza. Questa qualità estetica rende ogni copia leggermente diversa, aggiungendo un elemento di originalità a ogni stampa.

Poi le persone hanno iniziato a giocare con le fotocopiatrici scansionando in modo strano, aumentando e diminuendo i contrasti, scalando le immagini, fotocopiando sempre lo stesso fogli fino ad arrivare al risultato finale.

Nonostante l'avvento delle tecnologie digitali, la stampa Xerox mantiene il suo fascino tra molti artisti e musicisti. Francesco Goats, noto per il suo lavoro nel panorama punk italiano, è uno degli artisti che continua a utilizzare questa tecnica. Le sue stampe riflettono una combinazione di collage, disegni e testi fotocopiati che mantengono vivo lo spirito DIY del punk. Consigliamo vivamente (se lo trovate) di sfogliare il libro PUNXEROX nato da Francesco in collaborazione con spectrum e vans. Il libro raccoglie decine e decine di illustrazioni e stampe in xerografia provenienti da diversi grafici tutt'ora attivi nella scena mondiale.


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