I freschissimi Festa del Perdono e gli italo-americani Plastic Palms ci fanno sognare. Recensione


FESTA DEL PERDONO

Società mentale è l’EP di debutto dei FESTA DEL PERDONO, band composta Francesco Goats, Giacomo Porta D’Oro e Stiopa, ¾ del gruppo KOBRA. Uscito il 6 giugno sotto La Tempesta Dischi, era stato annunciato il 26 maggio al Mi Ami Festival, occasione del primo live dei FESTA DEL PERDONO.

Società mentale è un viaggio verso la consapevolezza della società in diverse sue declinazioni: l’obiettivo degli artisti è di portare avanti l’attitudine punk rompendo quelle catene che la tengono indissolubilmente legata ad un determinato stile musicale, lasciandosi trasportare dalle continue sperimentazioni che caratterizzano tutto l’EP.

 

SOCIETÀ MENTALE – “Diluvio universale esplosione totale”

 

La prima traccia, omonima dell’EP, sembra essere al contempo una fredda disamina del mondo in cui viviamo, tra considerazioni come “sole nel cielo scioglie montagne di ghiaccio”, “città di umani case strade cemento, gabbie e catene case prigioni perfette” e “la società va male se stai sempre male / la società va bene se stai sempre bene”, e una sorta di ode alla distruzione, parlando di “diluvio universale esplosione totale” e auspicando ad una “ascesi globale”.

Musicalmente il tutto è condito con riff di chitarra che richiamano il punk in maniera chiara e la voce che mantiene uno stile parlato, dando un senso psichedelico al tutto, quasi fosse un delirio.

 

SENTIERO – “Caos caos che invade la mente, caos caos che distrugge la terra”

 

Il secondo brano di Società mentale è un viaggio dentro la propria psiche, sottolineando la ciclicità dei pensieri e di come il caos interiore alla fine sia lo stesso che distrugge la terra, essendo noi individui con le nostre idee a costituire la società. “Mai un inizio ci sarà / Mai una fine” è la frase che meglio racchiude il concetto di sentirsi persi davanti alla grandezza dei propri pensieri, e non a caso appena queste parole sono pronunciate c’è un momento di respiro in cui la voce non è presente, quasi a suggerire che la musica deve guidare il nostro viaggio interiore.

 

CORPO DI SMERALDO – “E si infiammano i destini quando si spaccano i confini”

 

Le sperimentazioni musicali si fanno sentire soprattutto in questo brano, riconducibile al synth punk ma con la batteria che richiama ad un gusto squisitamente indie, oltre alla voce che, rispetto agli altri brani, è più melodica e mantiene una metrica più regolare. È l’anima più critica e pungente a venire fuori, mettendo vicine, e quindi in relazione, considerazioni come “e la società è puntuale a dirci cosa fare” e immagini forti tipo “minaccia morte con le lettere in cantina”.

 

IL PRIMO FREDDO – “Perché vive nelle onde, nel mare che respiri”

 

Il penultimo brano di Società mentale è uno storytelling su una generica “lei” che ha sbloccato un livello superiore di consapevolezza interiore, rendendola estranea alla realtà in cui vive: “lei non guarda più la strada / da quando è esploso il cuore”, “lei non sa più dove è casa”. Le immagini forse più evocative sono “la luce che inonda / ogni cosa la sera” e “mi dico, hai dormito per tutto l’inverno / presto verrà il primo sole”, entrambe ad indicare una sorta di rivelazione dell’anima e di uno stato interiore non ancora scoperto dalla maggior parte delle persone.

 

 

POMERIGGIO DORATO – “Situazione attuale: implosione mentale”

 

La traccia manifesto dell’EP arriva alla fine, l’anima critica e combattiva lascia spazio ad una dimensione psichedelica che richiama al reggae, senza però rinunciare all’estetica punk che caratterizza i FESTA DEL PERDONO. Il brano contiene il concetto cardine di tutta l’estetica della band: "spiriti sento allegro, il vostro richiamo / la società è una bugia che ci tiene lontano / dal pomeriggio dorato dal pomeriggio dorato”, un invito a lasciarsi agli spiriti, a non dare peso alla società e a non considerarla come un’entità a sé, essendo essa una bugia per tenerci lontani dal pomeriggio dorato che promette verità.



PLASTIC PALMS

Dopo mesi dall’ultimo singolo, My treee, i PLASTIC PALMS, band garage punk di Torino, tornano con HK, uscito per WWNBB (We Were Never Being Boring) Collective.

Il brano esce il 26 aprile insieme ad un videoclip girato da Daniel Rineer, bassista del gruppo, che sottolinea l’attitudine ironica e quasi psichedelica del brano: girato in negativo VHS, è un collage di riprese negli USA, di amici, prove e immagini praticamente irriconoscibili che va a diventare sempre più veloce e ipercinetico man mano che il brano finisce, con l’ultimo minuto in cui il montaggio è portato all’estremo, mentre la voce di Clarissa Ghelli, cantante e chitarrista, ripete ossessivamente “Hello Kitty”.

La prima strofa si apre con “I needed boredom and I needed travel / I’m runnin’, I’m runnin’, I’m runnin’ away / Pockets are empty but / I got a lotto / A ticket, a ticket, come on come on”, indicando una voglia di viaggiare e di scoprire il mondo nonostante il portafogli vuoto, un’immagine che torna spesso nella canzone, come nel ritornello in cui viene ripetuto “nobody / no money” finendo con “nobody’s got money”. In ogni caso la spinta musicale di stampo punk e lo-fi anni Novanta sembra essere la stessa che spinge a fregarsene e ad esplorare il mondo lo stesso, a prescindere dal budget.



Articolo a cura di: Jacopo Arcagni

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