Giappone, 2004, estate, interno di una classe. Un gruppo di ragazze annoiate si trova costretta ad affrontare le lezioni di recupero di matematica, quando una di loro, Tomoko Suzuki trova una soluzione per scappare: la banda della scuola, in partenza per sostenere la squadra di baseball, dimentica di aspettare la consegna del pranzo. Inizia quindi un viaggio comico, che si concluderà con l’intossicazione di tutta la banda dopo aver consumato i pranzi trascinati con fatica sotto il sole dalle protagoniste. Tra svariati ricoveri in ospedale, compreso quello della direttrice della banda, Takuo Nakamura, pessimo percussionista risparmiato dalla lavanda gastrica grazie all’ingordigia delle compagne, si ritrova a dover riformare la band in tempo per il match successivo. Le ragazze verranno quindi coinvolte nel progetto per riparare al danno causato, e capitanate da Tomoko, inizieranno lentamente a fare progressi e ad affezionarsi ai loro strumenti. Come in una sorta di “School of rock” nipponico, la nuova band da un taglio totalmente diverso allo standard della scuola: sotto la guida di Takuo, che si scopre essere un ottimo pianista, le ragazze si avvicinano goffamente al mondo del jazz, ma proprio prima dell’esibizione, vengono sostituite nuovamente dall'orchestra precedente, di ritorno dall’ospedale. Passa quindi il resto dell’estate, il gruppo si divide, fino a quando Tomoko decide di comprare un sax e ricominciare a fare pratica. Le altre ragazze seguendo il suo esempio iniziano a cercare dei lavoretti per poter comprare i loro strumenti e rimettere insieme la band, e dopo un'escalation di situazioni alquanto surreali, tra cui un inseguimento con un cinghiale, mettono insieme abbastanza fondi da procurarseli usati. Dopo qualche riparazione gentilmente offerta alla band dai due ex fidanzati di chitarrista e bassista, nascono le “Swing girls (and a boy)”: con l’aiuto del professor Ozawa, insegnante di matematica che apparentemente sembra non voler avere più nulla a che fare con le protagoniste, ma che sarà in prima persona coinvolto nel loro percorso di crescita personale, riescono a prepararsi per un contest, al quale rischiano per svariati motivi di non poter partecipare, e che infine avvererà il loro desiderio di esibirsi dal vivo come una vera big band.
Come ogni indiscutibile teen story, di quelle un po’ cliché di cui hai bisogno dopo una giornata difficile, Swing Girls abbraccia lo spettatore con leggerezza e una sana dose di comicità dolcemente scontata, mostrando come ognuna dei personaggi, inizialmente omologata a quell’idea di adolescente svogliato e irresponsabile, si trasformi grazie al senso di appartenenza e alla spinta della passione per la musica, in un tassello funzionante ed indispensabile di un progetto come una 17 piece, sottolineando la potenza di questa ondata travolgente di ispirazione con le storie dei personaggi che la band incontra: il professor Ozawa, che spaventato dal fallimento decide di abbandonare il sax per godersi il jazz da mero spettatore, diventando poi la svolta cruciale delle Swing Girls dopo essersi rimesso in gioco, e l’insegnante di musica, purista della musica classica, che dopo l’esibizione sembra ricredersi sul jazz dimostrandosi aperta a scoprirlo. Ma anche i “bad boys” immancabili in qualsiasi liceo, che abbagliati dal talento delle compagne si trasformano in groupies, e le “ragazze popolari”, che decidono di vendere le borse firmate per comprare gli strumenti e ricominciare a suonare. Insomma, Yaguchi Shinobu ci regala un piccolo spaccato idilliaco della storia di quelle band di cui tutt* da piccol* avemmo voluto far parte, lasciando volutamente fuori dal percorso dei suoi personaggi i lati più marci della vita da teenager, per permetterci di vivere, almeno per 105 minuti, la frivolezza dei ragazzini, e lasciarci semplicemente trascinare dallo swing.


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