Anni ‘80, primi movimenti new wave si diffondono per il nord- e centro-Italia.
Il punk degli anni '70 è stato il punto di partenza: la sua filosofia del DIY (Do It Yourself) ha
ispirato i musicisti a creare e produrre musica indipendente. Certamente la new wave si
differenziava dal punk per un maggiore interesse all’utilizzo di strumenti elettronici e
un'estetica più “sofisticata”.
Il punk degli anni '70 è stato il punto di partenza: la sua filosofia del DIY (Do It Yourself) ha
ispirato i musicisti a creare e produrre musica indipendente. Certamente la new wave si
differenziava dal punk per un maggiore interesse all’utilizzo di strumenti elettronici e
un'estetica più “sofisticata”.
Tra le sonorità spiccano quelle date da sintetizzatori, drum machine e un basso decisamente
pulsante, mentre i testi esplorano temi come l’alienazione, la solitudine e più in generale il
sociale.
A loro volta l’influenza è stata potentissima affinché nuovi generi potessero affiorare negli
anni ‘90-2000, quali l’indie-rock con i Marlene Kuntz, Massimo Volume, Verdena e Marta Sui
Tubi.
Friuli-Venezia Giulia, Pordenone, snodo cruciale per la new wave che stava ormai mettendo
le radici. Radici che si sarebbero poi trasformate in una foresta piena zeppa di band che
avrebbero segnato un capitolo importante per la musica di quel decennio.
Pordenone è stata definita la "piccola Manchester italiana" per via del suo ruolo centrale
nello sviluppo di una scena musicale underground che ricordava, in piccolo, quella inglese di
Manchester. Entrambe le città sono state laboratori di creatività , dando vita a movimenti
musicali innovativi che hanno influenzato le rispettive culture nazionali.
Assolutamente rilevante è infatti il contesto socioculturale all’interno del quale i Futuritmi
sono nati e poi “morti”. Ancora Pordenone, 1976, prende vita il “The Great Complotto”:
movimento artistico di controcultura, i quali personaggi si imposero sulla scena grazie al
punk e a tutte le contestazioni giovanili di quegli anni. Era molto forte il sentimento di ricerca
di una propria identità in grado di svecchiare i modelli sociali dominanti.
Ci sono delle premesse da fare per spiegare al meglio il movimento: la posizione di
Pordenone è sempre stata molto strategica e più favorevole alle nuove influenze rispetto ad
altre realtà italiane a causa della vicinanza geografica con Austria e Germania. Da non
sottovalutare anche la tipologia di città che era negli anni '70, polo industriale lontano dai
principali centri culturali del paese. Questo isolamento favorì la nascita di una scena
musicale autonoma, in cui i giovani artisti si sentivano liberi di sperimentare.
I quattro agitatori del Great Complotto sono Ado Scaini, Willy Gibson, Miss Xox, e Plastic
Girl, di cui alcuni protagonisti delle band che sono state poi le più rappresentative: Tampax
e HitlerSS.
Pordenone è sempre stata molto strategica e più favorevole alle nuove influenze rispetto ad
altre realtà italiane a causa della vicinanza geografica con Austria e Germania. Da non
sottovalutare anche la tipologia di città che era negli anni '70, polo industriale lontano dai
principali centri culturali del paese. Questo isolamento favorì la nascita di una scena
musicale autonoma, in cui i giovani artisti si sentivano liberi di sperimentare.
I quattro agitatori del Great Complotto sono Ado Scaini, Willy Gibson, Miss Xox, e Plastic
Girl, di cui alcuni protagonisti delle band che sono state poi le più rappresentative: Tampax
e HitlerSS.
“Naon” era l’antico nome della città , e nel centro storico di Pordenone si trovava il centro
nevralgico dello Stato di Naon, la Tequila House. Civico 44 di Corso Vittorio Emanuele, un
appartamento all’ultimo piano in una palazzina: al suo interno poteva fare musica anche chi
non era musicista, poteva scrivere idee anche chi l’italiano corretto forse non sapeva proprio
parlarlo. Una stanza, sala prove, locale, un vero e proprio laboratorio culturale dove si
radunavano i punk naoniani, un mondo parallelo dove tutto veniva osservato e raccontato
attraverso le lenti deformanti della necessità di trovare nuove chiavi interpretative alle cose. I
frequentatori assidui volevano incarnare un loro ideale di rivoluzione, volevano dire il loro
punk: «L’importante era dire cose assurde al momento sbagliato» come ricorderà Miss Xox.
La Tequila House è stata emblema di un’epoca di grande fermento creativo a Pordenone, un
luogo dove le idee più audaci prendevano vita in un contesto di totale libertà artistica.
1983, il pin sulla cartina geografica non si è spostato, dopo scioglimenti a catena di band su
band, ultimi i Gigolò Look, si formano i Futuritmi, che hanno segnato una svolta verso
sonorità più dark wave, ottenendo numerosi riscontri positivi dalla critica durante i sette anni
di attività .
Scelta peculiare tramandata dai musicisti del Great Complotto, è quella di usare
tassativamente i nomi fittizzi per ogni singolo membro del gruppo. La formazione ufficiale è
stata: Sorriso, Glemmy, Lemury, Marco del Rosso e Gian Piero Cescut.
I Futuritmi erano voce portante di una forte identità culturale e giovanile, opponendosi così
alla globalizzazione e all’omologazione della musica pop. Il loro album “Il bambino che
baciava… e marameo alla morte” è un esperimento unico per l’epoca: cantato sì in
italiano, ma era comunque colmo di sonorità elettroniche, a volte psichedeliche; dimostrava
dunque una maturità nel creare della musica che fosse in grado di dialogare con tutta la
scena europea.
Fatto che porta con se non poco stupore riguarda due componenti del gruppo: Sorriso e
Glemmy. Il primo, cui vero nome è Davide Toffolo, prosegue la sua carriera che lo porterà ad
essere un po’ il “volto” dell’indie-rock in Italia. Nel 1994 si formano i Tre Allegri Ragazzi
Morti, partecipi di un clima molto attivo a Pordenone, musicalmente parlando.
Mentre Glemmy, realmente Gian Maria Accusano, diventerà nel 1995 leader dei Prozac+,
percorso che avvia insieme a Eva Poles ed Elisabetta Imelio. Accusani è mente anche di un
progetto successivo, i Sick Tamburo (2007), cui i primi brani vengono pubblicati su Myspace
nello stesso anno.
“Pordenone può essere Londra, ma Londra non può essere Pordenone” -
I Futuritmi hanno rappresentato il rock italiano di quegli anni in una manifestazione
organizzata a Londra, l’”Italian Rock Invasion”, diventata poi compilation che comprende
tutti i brani delle band che hanno preso parte a questa iniziativa.
Nel 1990 partecipano anche all’edizione di Sanremo International portando il brano “10
Minuti di Limbo”.
Articolo a cura di Giorgia Valeri



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