Reportage del ritorno dei LA QUIETE al Bloom Mezzago - 12/04/2025

Andiamo al sodo, dopo più di nove anni di assenza dai palchi i La quiete sono tornati a suonare in giro per l’Italia, con date che hanno visto protagoniste le città di Milano e Bologna, con sold-out fulminei in tutti gli eventi. Noi abbiamo avuto modo di vederli al Bloom di Mezzago lo scorso sabato assieme ai Chevalier, Mondaze e Riviera.

La serata è stata un insieme di emozioni dove band più giovani hanno calcato il palco del bloom assieme alla vecchia scuola dell’emo hardcore italiano. Il risultato è stato un agglomerato di persone di ogni età, unite da quella che è la scena underground italiana, tutte assieme a pogare, fare crowdsurfing e urlare. L’evento è iniziato con i Chevalier, band giovanissima di Cesena, che ha dato il meglio di sé con brani e suoni dalle sonorità emo violence, tenendo il palco al massimo dell’energie trasmettendo al pubblico l’urgenza di esprimere le proprie emozioni ed esperienze. Possiamo definirli come una delle sorprese più piacevoli della nuova scena emo/skramz italiana. Il tempo di prendere una boccata d’aria che è già il turno dei Mondaze, gruppo shoegaze con all’attivo due album e tre singoli. La band romagnola prende tutto ciò che di bello possiamo immaginare nello shoegaze e ce lo sbatte in faccia, catturando l’orecchio del pubblico in un ascolto più che piacevole. Tra chiacchiere fuori dal bloom si inizia a sentire in lontananza “Terra violenta” dei Riviera. Il pubblico diventa una calca di gente che inizia a pogare e fare crowdsurfing sempre con più insistenza. La band romagnola, ormai conosciuta e affermata nella scena emo italiana, non delude e ci delizia con una track list che comprende “a.n.c.o.r.a.”, “piscina”, “ruvida ruvida”. Ormai, tra sorrisoni da ogni parte della sala, sapevamo cosa aspettarci da i La quiete, possiamo dire che sono stati applauditi, acclamati e coccolati dal pubblico. Che fosse da destra, sinistra, davanti o da dietro, ogni persona presente nel locale cantava le loro canzoni. Il pogo ormai instancabile e i voli dal palco ci hanno regalato una serata più che unica e i La quiete non sono stati da meno. La band romagnola ha portato un’energia e una fotta che non si vedeva da tempo, assieme a brani come “Raid aereo sul paese delle farfalle”, “Giugno”, “La fine non è la fine”; dimostrandoci come nonostante gli anni d’assenza dai palchi in Italia, la band sia rimasta ancora ferma al suo tempo, senza perdere un colpo. 


Arrivati stanchi a fine concerto è inimitabile pensare come queste occasioni siano effettivamente speciali, come diventiamo tutti più uniti spintonandoci, senza fare differenze di età o genere d’appartenenza. Quest’evento è la rappresentazione vera di come nonostante siano passati degli anni dalla nascita di questo movimento underground in Italia, c’è stato un vero e proprio passaggio della torcia, tra vecchia e nuova scuola. Nello specifico è gratificante vedere come sempre più giovani si interfacciano a questo genere con la stessa rabbia e genuinità che contraddistingue quella che noi oggi chiamiamo “scena”. Sarà che il Bloom di Mezzago, rappresenta uno dei posti culturali più importanti della musica in Italia, ma un certo tipo di eventi, in un luogo così suggestivo, ha indubbiamente aiutato nel vivere a pieno un’esperienza così forte.



Foto a cura di Simone Cossu
Articolo a cura di Alessandro Cavallo

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