Sinfonie elettroniche in tema punk. Recensioni di Alfonso Cheng e Placenta

 


Un album su cui vale la pena soffermarsi è il recentissimo Finferland di Alfonso Cheng, artista originario di Nocera – o, riprendendo la sua stessa definizione, “bedroom music maker”. Grazie alla combinazione di suoni e atmosfere degli anni ’90 con un approccio sperimentale, questo disco si distingue per un mix affascinante di lo-fi, synthwave, elettronica e post-punk, creando un'esperienza sonora immersiva.

Il titolo deriva dal termine napoletano “o’nfinfero”, che descrive un “parolaio” o un millantatore, che diventa simbolo della volontà di Cheng di distanziarsi da una realtà troppo convenzionale. Così, isolandosi nella sua camera, l’artista si sfoga con la musica e rielabora i suoi ricordi, trasformandoli in una giungla noise. Il risultato è un’opera innovativa in cui realtà e fantasia si intrecciano per raccontare la sua terra, la Campania, e in particolare la città di Nocera Inferiore, che diviene infatti la sua musa ispiratrice.

Uscito il 17 maggio per .Belva e Manita Dischi, Finferland vede la collaborazione di diversi artisti, tra cui Supernino in “Piccola miss”, Visconti in “Nocera by night” e Alberi Alti in “Stavo bene”. Nel complesso lo possiamo definire un vero e proprio viaggio musicale tra passato e futuro, dove il passato viene rielaborato in una versione alternativa, offrendocene una prospettiva distorta, illusoria e originale. Il risultato è un suono che mescola nostalgia e contemporaneità, ricco di molteplici influenze ma al tempo stesso fresco e innovativo.

 

Se ti è piaciuto, prova ad ascoltare anche:

·       Ragazzina – LAMECCA

·       Zanzu – Zanzu

·       Stranieri – Fiori di Cadillac

 

 


Placenta Corporation è il secondo EP del progetto industrial/punk Placenta, rilasciato in formato cassetta e digitale dall’etichetta sarda occult punk Home Mort Records.

Composto da quattro tracce, questo disco si presenta come un manifesto sonoro molto crudo che combina sonorità industrial con influenze hardcore e punk, arricchite da elementi techno, D&B e breakcore, con campionamenti estremi e organici di chitarre, pattern di batterie industriali e voci elaborate elettronicamente.

I testi esplorano svariati temi, primo tra tutti l'impossibilità di raggiungere la libertà e la felicità individuale, sentimento accentuato dalla situazione post-pandemica, segnato dall’alienazione dell'individuo. Un altro tema fondamentale riguarda la critica dell’attuale società capitalista e militarista, dove le persone – i giovani, soprattutto – si ritrovano ancora di più a essere schiacciate dalla morsa del potere e si ritrovano a sentirsi veri e propri estranei, incapaci di trovare un proprio posto nel mondo e per questo meglio definibili come “subumani”. Ritroviamo questo tema nel titolo stesso dell’album, portatore di una narrazione distopica e subliminale in cui una meta-corporazione autoritaria diffonde un virus chiamato "Placenta", trasformando gli esseri umani in subumani apatici, al fine di mantenere un controllo globale.

Placenta Corporation è senza dubbio un EP interessante e originale che trasuda di punk e di ribellione; un disco a nostro parere imperdibile.

Se ti è piaciuto, prova ad ascoltare anche:

·       Our Condolences – Old Funeral

·       Ode to the author – Toska

·       Buried Secrets - Painkillers


      Recensioni a cura di Monica Poletti



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