Il collage e il decollage sono due tecniche artistiche che sembrano fatte apposta per la scena punk e hardcore. Non sono solo modi di creare immagini, ma veri e propri manifesti visivi che gridano ribellione e disordine. Se il punk è sempre stato sinonimo di rottura delle regole, queste tecniche lo incarnano in pieno, dando vita a un’estetica che è un mix esplosivo di frammenti culturali, immagini di protesta e un tocco di caos.
Il collage è un’arte che si basa sull’assemblaggio di pezzi di carta, foto, testi e tutto ciò che si può attaccare su una superficie. L’idea è quella di mettere insieme cose che, a prima vista, non c’entrano nulla tra loro, creando un mix visivo che è più della somma delle sue parti. In altre parole, è come prendere i pezzi di un mondo frammentato e incollarli insieme per formare un nuovo messaggio. Nel punk, il collage è stato usato per fanzine, poster e copertine di album, diventando uno strumento per urlare al mondo il proprio dissenso.
Il decollage, invece, è una sorta di collage al contrario. Piuttosto che aggiungere, si toglie. Si tratta di strappare via strati di carta per rivelare quello che c’è sotto, creando un effetto di disgregazione che parla di distruzione e rinascita. Se il collage costruisce, il decollage demolisce, e proprio in questa distruzione trova la sua forza creativa.
Il collage e il decollage sono perfetti per l’etica DIY (do it yourself) del punk. Non servono materiali costosi o strumenti complicati, basta avere un po’ di colla, forbici e una pila di vecchi giornali o riviste. Questo le ha rese accessibili a chiunque volesse esprimersi, senza bisogno di passare per le istituzioni artistiche tradizionali.
Ma non è solo una questione di facilità è anche questione di un'estetica che sembra nascere per il punk: caotica, frammentata, sovversiva.
Se c’è un nome che ha legato il collage al punk, quello è Jamie Reid. Reid è l’artista dietro alcune delle immagini più iconiche del movimento, come la copertina di "Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols." Il suo stile è inconfondibile: usa il collage per mescolare immagini di potere, come quelle della monarchia britannica, con simboli di ribellione, creando un contrasto visivo che è diventato simbolo di tutta una generazione.
Reid prendeva immagini familiari e le smontava, ricombinandole in modi che facevano a pezzi il loro significato originale. Questo non era solo un atto artistico, ma un vero e proprio attacco visivo contro l’establishment, perfettamente in linea con lo spirito punk. Grazie al lavoro di Reid, il collage non è solo diventato una tecnica artistica, ma un'arma culturale. Se vogliamo rimanere sul suolo italiano, uno degli artisti che più seguiamo e apprezziamo è @_nomennescio_


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