I Jagwari non si limitano a comporre musica; creano un'atmosfera, un mondo sonoro in cui la paura dell'esistenza, la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo e il senso di inadeguatezza vengono affrontati con una cruda onestà . "Jagwari Pt.2" è il riflesso di una generazione che lotta per dare un senso al caos quotidiano.
Non è semplicemente la continuazione dell'omonimo album della band; è un’opera che rappresenta una forma unica e distintiva di narrazione musicale. Dopo il loro debutto con "Jagwari Pt.1" nel 2023, la band, divisa tra Genova e Milano, chiude il cerchio con quattro nuove tracce pubblicate a maggio. Questo album è un insieme di canzoni che creano un viaggio sonoro, esplorando le sfumature più oscure e complesse della nostra epoca, riflettendo un senso di alienazione, disillusione e introspezione.
"FRESCO" apre il disco con una riflessione su l'insoddisfazione esistenziale, dipingendo una routine alienante in cui un risveglio precoce non lascia spazio al sonno. La “finestra aperta per far entrare un po' di fresco” diventa un simbolo del tentativo di trovare sollievo in una vita che soffoca sotto il peso delle aspettative. Questa atmosfera di inquietudine si prolunga in "RIFUGIO" dove il tono diventa più intimo e cupo. Qui si esplora la paura dell'altro e la difficoltà di comunicare, rivelando una vita ridotta alla mera sopravvivenza, scandita da piccole abitudini che offrono solo un temporaneo rifugio.
Con "PORNO" il tema si sposta sulla disillusione e sul tentativo di riprendere il controllo della propria vita. Il protagonista abbandona vari vizi (pornografia, sigarette, feste) nel tentativo di ritrovare un nuovo equilibrio. Tuttavia, la lotta contro la propria alienazione si fa sempre più evidente, lasciando trasparire una ricerca di significato che resta incompiuta.
L'album si chiude con "TERMIN" che evoca l'immagine di una commedia che non fa ridere, una perdita di energie che lascia svuotati, come se il peso dell'esistenza stesse lentamente consumando dall'interno.
L’esigenza di comprendere chi siamo oggi è il motore che spinge la band a esplorare e raccontare la nostra realtà . Questa raccolta non offre risposte definitive, ma piuttosto un ritratto onesto e distorto della condizione umana. Se "Jagwari Pt.1" apre un percorso di esplorazione sonora e narrativa, "Jagwari Pt.2" rappresenta la chiusura ideale di un viaggio che, seppur concluso, lascia con molte domande aperte sulla nostra esistenza.
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Con "Tigri", il nuovo EP dei Gegenhalt, la band inaugura una nuova fase del suo percorso musicale. Questo progetto si distingue per l'intensa combinazione di suoni e temi, incentrati su due concetti chiave: l'acqua e il sonno, simboli di fluidità e rifugio, che permeano l'EP in modo efficace. Questi elementi vengono esplorati attraverso testi suggestivi e un sound che alterna potenza e delicatezza, fondendo punk, post-hardcore e sonorità atmosferiche. L'equilibrio tra chitarre e batteria si esprime in passaggi più calmi e riflessivi, creando un contrasto avvincente.
I testi sono ricchi di immagini e metafore che indagano la condizione umana attraverso il filtro di questi due concetti. Nella traccia "Come non essere mai andati via da casa", si passa dalle dolci note iniziali a un attacco potente, quello che sembra un richiamo a "Senza di te" dei Gazebo Penguins. Il brano oscilla tra momenti di calma e ondate tumultuose, con il fiume che diventa simbolo di un'esperienza travolgente. Il verso "bruceremo tutto e niente sarà più lo stesso" evoca un senso di inevitabilità e trasformazione, dove l'acqua rappresenta sia il pericolo che la purificazione, un mezzo attraverso cui vengono affrontati i propri errori.
In "Santi numi", il primo singolo estratto dall’album, uscito ad aprile, il tema centrale è quello del legame e della protezione, con un forte desiderio di vicinanza espresso nei versi: "voglio stare accanto a te finché non crescerai / io sono qui con te non lo sai". Qui, il sonno diventa una metafora di rifugio sicuro, un luogo dove i pensieri più profondi possono trovare pace e riposo. La traccia si chiude con un coro finale davvero forte, che rafforza ulteriormente l'atmosfera intima e protettiva che attraversa il brano.
La traccia "Morfeo", invece, secondo estratto pubblicato a maggio, esplora più direttamente il tema del sonno come fuga dalla realtà . Il nome stesso del brano richiama la divinità greca dei sogni, e versi come "Morfeo prendimi con te che la realtà non fa per me / sei la mia sveglia che suona, e non ti sento più" sottolineano il sonno non solo come un'esperienza fisica, ma anche come un rifugio emotivo, un modo per evadere da un mondo che non offre conforto.
Il titolo dell'EP, "Tigri", non è solo un richiamo al fiume, ma anche un omaggio personale alla gatta della band, che ha accompagnato il gruppo durante la fase di missaggio del progetto, venuta a mancare pochi giorni dopo l’uscita dell’album.
"Pugno di Mosche" si distingue per la sua riflessione sul vuoto e la perdita, espressa da versi come "un bel pugno di niente" e "mi prendo gioco di me, così seriamente", che comunicano un senso di disillusione e malinconia. La canzone affronta l'inevitabilità della fine, simboleggiata da un amore che si allontana definitivamente.
Infine, in "Letargo", il desiderio di sfuggire alla realtà diventa palpabile, con il protagonista che implora: "trovami tu un posto dove posso stare / un luogo dove respirare / dove non esisto". Il letargo diventa così una metafora per un desiderio di isolamento e introspezione, un modo per affrontare il peso del mondo esterno.
“Tigri” si configura come un fiume in piena, un viaggio che attraversa tormenti e momenti di calma, guidato dalle sue correnti. Questo EP segna un avanzamento significativo nella crescita artistica dei Gegenhalt, consolidando i tratti distintivi della loro musica e allo stesso tempo aprendo a nuove esplorazioni sonore.
-Anna
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