I Quercia, band originaria del Sulcis Iglesiente, hanno inaugurato il 2025 con un concerto memorabile all’Off Topic di Torino, tappa del loro “Dove si muore davvero tour”, iniziato in seguito all’uscita dell’omonimo album nel novembre 2023. La serata ha rappresentato molto più di un semplice live, unendo musica, parole e condivisione in un unico evento indimenticabile.
La serata è iniziata con il talk “Non mi vedi”, moderato dalla biblioterapeuta Giulia Maria Calderoni, insieme a Stefano Agus (batterista dei Quercia), Luca Fois (voce della band), Raffaele Zappavigna (in arte Kuzu) e Jacopo Pasqui (Boh Magazine) hanno dato vita a un dialogo intenso, che ha esplorato temi profondi legati tanto alla musica quanto alla loro esperienza umana e artistica. Il tema centrale, la salute mentale all’interno della scena musicale, è stato affrontato con sensibilità e autenticità . I partecipanti hanno condiviso aneddoti personali e riflessioni, offrendoci uno sguardo intimo sulle sfide e sugli insegnamenti che hanno segnato i loro percorsi. Questo momento ha creato un’atmosfera di grande vicinanza e partecipazione, rendendo il talk il preludio perfetto per la serata, vissuto intensamente insieme a una quarantina di spettatori.
Subito dopo, ci siamo spostati nell’altro locale sempre dello spazio dell’Off Topic. L’atmosfera è stata trasformata da Kuzu, che ha aperto la serata musicale con una sessione ambient. Grazie alle luci soffuse e alla nebbia che avvolgeva l’ambiente, Kuzu ha trasportato il pubblico in un viaggio sonoro di un’ora, dove il tempo sembrava sospeso. La partecipazione attiva degli spettatori ha reso l’esibizione ancora più intensa, consolidando una connessione profonda tra artista e platea.
Dopo una breve pausa, i Quercia sono saliti sul palco, aprendo con “Altalene”, un brano strumentale che ha immediatamente attirato il pubblico sotto il palco. La setlist è stata una celebrazione della loro intera discografia, spaziando dai brani più recenti come “Promemoria”, ”Pozzanghere” e “Chiasso”, a classici come “Posto di blocco” e “Nubi”. Ogni canzone è stata accolta con entusiasmo, dimostrando quanto la band sappia coinvolgere il pubblico attraverso la loro musica.
Tra una canzone e l’altra, Luca ci ha salutato e ricordato al pubblico le radici della band: “Noi siamo i Quercia e siamo sardi”. Una dichiarazione semplice, ma che ha saputo risuonare in modo speciale per me, sarda come loro. È sempre emozionante vedere come i Quercia sottolineino con orgoglio la loro appartenenza, il terreno che li ha visti crescere come persone e come artisti.
La scaletta ha proseguito con brani come “Affogare”, “Non mi vedi” e “Torri”, durante i quali l’energia del pubblico è esplosa in infiniti pogo e stage diving. Ogni momento di caos apparente era intriso di una solidarietà spontanea: ogni volta che qualcuno cadeva, veniva subito aiutato a rialzarsi, e gli sguardi scambiati tra sconosciuti confermavano una connessione sincera. Questo è il cuore dei loro live: l’unione tra persone che, anche solo per una sera, diventano una comunità .
Dopo un breve intermezzo, l’adrenalina è tornata a salire con “Pietre fredde” e una versione più aggressiva di “Mida”, seguite da “Buio”, “Guarire” e “Scisto”. Durante quest’ultima, l’energia in sala ha raggiunto l’apice, con Simone (key_Pov, fotoreporter dell’evento) che si spostava quasi volando tra il pubblico per catturare i momenti più intensi.
Il concerto sembrava concluso con “Ridevamo” e “Fermissimo”, tratto dallo split album “Fast Music For Bad People”, ma il pubblico non era pronto a lasciare andare la band. Richiamati sul palco, i Quercia hanno regalato un ultimo brano: “Crollo”. Un finale perfetto per una serata che difficilmente sarà dimenticata.
Con i saluti finali, gli abbracci tra artisti e pubblico e il frenetico acquisto del merch, la serata si è chiusa in un clima di gioia e gratitudine. Non si poteva desiderare un inizio migliore per questo 2025.
Reportage a cura di Anna Pili
Foto a cura di Simone Cossu
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