I Tu La Llevas con il loro indie rock mediterraneo e a seguire Naturamorta e atmosfere spettrali varie

Il trio Tú La Llevas, composto da membri di origini spagnole, greche e italiane e con base ad Amburgo, è un infuso di rock alternative di fine anni '80 e '90, influenzato dall'estetica delle etichette come SST e Matador Records, e una profonda anima mediterranea. Con il loro singolo Dulce y Azul, la band anticipa l'uscita dell'album d'esordio omonimo, prevista per il 18 ottobre 2024, e dimostra di essere in grado di riportare alla luce quel sound grezzo e autentico, infondendovi una dose di calore e leggerezza tipica del Sud Europa.

La traccia principale, "Dulce y Azul", si muove tra melodie indie avvolgenti e testi che raccontano momenti semplici ma significativi, come l'amicizia e la genitorialità, con una spiccata attitudine lo-fi che ricorda i primi esperimenti sonori del punk. Non sono canzoni che parlano d'amore o ribellione estrema, ma piuttosto frammenti di vita quotidiana, capaci di mettere un sorriso sul volto dell'ascoltatore mentre canticchia insieme. Come descritto dalla band stessa: "A midnight swim in the Mediterranean. The feel of the North Sea wind hitting the Andalusian summer. Una cerveza, por favor."-un ritratto perfetto che rimando all'immaginario di questi tre pazzi in giro per Amburgo.

I singoli "Los Jazmines" e "Terremoto", pubblicati ad agosto 2024 e presenti nell'EP, confermano le capacità di Tú La Llevas, melodie catchy e testi ironici, creando un'esperienza musicale che riflette la loro visione della vita: leggera ma consapevole, giocosa ma profonda. Le tracce trasmettono una genuina sensazione di libertà, un invito a vivere il momento e a trovare gioia nelle piccole cose, senza prendersi troppo sul serio.

Il nome della band, Tú La Llevas ("tu ce l'hai", in spagnolo), è probabilmente una risposta ironica a Yo La Tengo, e sintetizza alla perfezione il loro approccio disinvolto alla musica. La band offre uno sguardo affettuoso e spiritoso sulla vita. L'EP, composto da sette tracce, è disponibile in un'edizione limitata di 300 copie in vinile nero, ed è pubblicato tramite l'etichetta indipendente My Ruin.

Questo EP è un viaggio musicale che trasporta l'ascoltatore da una nuotata a mezzanotte nel Mediterraneo al vento del Mare del Nord che si infrange contro l'estate andalusa, regalando momenti di pura leggerezza e introspezione. Un perfetto connubio tra indie rock e anima mediterranea, che non mancherà di lasciare il segno.

L’EP Eterea di Naturamorta si apre con il singolo già rilasciato, “Luna”, un brano che mescola sonorità eteree e pulsazioni ritmiche lente, creando una sensazione di sospensione. La voce di Di Pierro è quasi spettrale, muovendosi delicatamente attraverso i suoni, accompagnata da chitarre che esplodono in un crescendo sonoro tipico dello shoegaze, mentre il basso e la batteria creano una base ritmica solida ma mai invadente.


Le altre tracce dell’EP mantengono questa fusione tra sogno e oscurità. “Fiori Morti” e “Nero” sono perfetti esempi di come Naturamorta sappia bilanciare malinconia e intensità. I testi esplorano temi di perdita e alienazione, immersi in un paesaggio sonoro che richiama tanto le atmosfere gotiche dei Cure quanto la psichedelia distorta dei My Bloody Valentine. Ogni traccia dell’EP è costruita con precisione, con una cura particolare per i dettagli sonori: le chitarre sono stratificate in modo da creare un effetto ipnotico, mentre i suoni elettronici aggiungono profondità e mistero.


Il titolo dell’EP, Eterea, sembra perfettamente rappresentare la dualità del progetto: da un lato, una musica sospesa, quasi immateriale, che sembra fluttuare in un mare di sogni; dall’altro, una presenza oscura e tangibile, fatta di suoni densi e cupi. Manuel Di Pierro riesce a creare una tensione costante tra queste due anime, regalando un’esperienza sonora che è allo stesso tempo inquietante e seducente.


L'uscita di Eterea, fissata per il 31 ottobre, sembra perfettamente calzante per una notte come quella di Halloween, non ci resta che aspettarla con ansia...



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